A proposito di calcio femminile

Tempo poche settimane e la nostra splendida nazionale femminile di calcio diventerà l’argomento su cui si parlerà di più.

Non mancano i precedenti in altri sport, si pensi alle campionesse del volley celebri in tutto il mondo. Si pensi alle rugbiste azzurre che trionfano nel mitico torneo delle 6 Nazioni mentre i cugini maschi le buscano da anni da squadre che le ragazze azzurre stracciano come pantere umane insaziabili di vittorie e bel gioco, elegante, forbito, da imitare anche dai maschietti palestrati, forse loro un po’ gonfiati a sproposito?

Le calciatrici giocano con intelligenza, si allenano con serietà senza perdersi in cose inutili, fanno pressione sulle avversarie in modo asfissiante, continuo, addirittura applicano al calcio giocato le regole eterne del rugby intelligente, andare avanti, sostenere, fare pressione, essere continue in ogni azione. E poi esultano quando vincono, non drammatizzano quando perdono, sembrano tutte allieve del poeta greco Archiloco che chiedeva al suo animo di non disperarsi nella sconfitta e non esaltarsi esageratamente nella vittoria.

Queste ragazze, non so se siano istruite, sono coltissime, perché cultura significa accettare la vita con dignità e stile e non importa se hai qualche laurea o soltanto il semplice diploma della scuola media unificata. Gli stadi italiani vissuti dal calcio maschile da tempo non sono posti da suggerire alle famiglie ed ai bambini, turbe di minoranze delinquenziali, con la scusa del tifo, ammorbano tutto e creano disastri.

Se il calcio femminile diventerà egemone su quello maschile allo stadio tutti ritorneremo per stare bene insieme!

Grazie ragazze, il vostro colore nazionale è il nostro azzurro ma il colore della vostra anima è quello del radioso e pacifico arcobaleno.

 

Luigi Nespoli

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Valentina

Mamma, moglie, giornalista per passione. Laureata in Storia e Tutela dei Beni Artistici a Firenze, appassionata di politica, sono impiegata dai tempi dell’università nella grande distribuzione. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana ho collaborato con testate locali e con l’Informatore di Unicoop Firenze.

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