#bellaciaoinognicasa. Invasione di Memoria

Il 25 aprile si sta avvicinando, e quest’anno sarà, a causa dell’emergenza sanitaria che stiamo vivendo, un 25 aprile diverso ma non meno importante. Il 25 aprile 2020 segna un traguardo significativo per il nostro paese e la sua Liberazione dal giogo nazifascista, ricorrono infatti quest’anno 75 anni da quel lontano, ma non troppo, 25 aprile 1945. L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, ANPI, ha lanciato quest’anno l’hashtag #bellaciaoinognicasa, alle ore 15, ora della partenza del consueto e annuale corteo milanese di ANPI, invitano tutti a cantare “Bella Ciao”, ognuno dalla propria abitazione. Perché anche se sarà un 25 aprile diverso non deve certo passare inosservato, un’invasione di Memoria per ricordare chi ha pagato con la propria vita la nostra Libertà. Se andate a visitare il sito nazionale di ANPI vedrete che questa associazione nasce il 6 giugno 1944, a Roma, dal Comitato di Liberazione nazionale del Centro Italia, mentre il Nord era ancora sotto l’occupazione nazifascista. Oggi conta oltre 120.000 iscritti, e dal 5 aprile 1945 le viene conferita la qualifica di Ente morale che la dotava già allora di personalità giuridica e promuovendola di fatto come associazione ufficiale dei partigiani. Il 4 giugno 1945, con la liberazione del nord, venne costituita a Milano l’ANPI, Comitato Alta Italia. Ad entrare a far parte della Presidenza furono i componenti del Comando Generale del CVL, a rappresentare idealmente e fattivamente la continuità dell’unità della Resistenza anche nell’ANPI: Raffaele Cadorna, Ferruccio Parri, Luigi Longo, Enrico Mattei, Giovanni Battista Stucchi, Mario Argenton. Nel Comitato esecutivo figuravano Arrigo Boldrini “Bulow”, Cino Moscatelli e Guido Mosna. Il 27 giugno 1945, il Comitato provvisorio dell’ANPI di Roma e il Comitato Alta Italia si fusero dando vita all’ANPI Nazionale. L’Associazione ebbe una sua rappresentanza alla Consulta Nazionale i cui lavori si svolsero tra il settembre 1945 e il referendum istituzionale dell’anno successivo. Mentre l’Associazione nazionale combattenti ebbe 8 consultori e quella dei mutilati e invalidi di guerra 4, all’ANPI ne furono assegnati 16, a conferma del prestigio di cui godeva. Erano così suddivisi: 3 socialisti, 3 democristiani, 3 liberali, 3 comunisti, 2 del Partito d’Azione, 1 del Partito democratico del lavoro e, infine, un consultore che non apparteneva a nessun partito. Nello Statuto erano evidenziati gli scopi operativi che la struttura si era prefissata: – Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo, – Valorizzare in campo nazionale e internazionale il contributo effettivo portato alla causa della libertà dall’azione dei partigiani, – Far valere e tutelare il diritto dei partigiani, acquisito, di partecipare in prima linea alla ricostruzione morale e materiale del Paese, – Promuovere la creazione di centri e organismi di produzione e di lavoro per contribuire a lenire la disoccupazione.

 

 

Abbiamo incontrato Angela Riviello, Presidente di ANPI Prato, e insieme abbiamo parlato di ANPI e delle sue attività presenti e future. Sul cosa vuol dire essere partigiani oggi nel 2020 ci ha detto: < Essere partigiani oggi vuol dire continuare a lavorare per tradurre in realtà il progetto nato con la Resistenza, vuol dire essere disponibili a lottare per la difesa e l’applicazione della Costituzione nata proprio dalla Resistenza. Vuol dire non dimenticare quella pagina di storia e con amore e rispetto continuare a dare voce a quei ragazzi che ci hanno liberati. Vuol dire partecipare alla vita sociale e scegliere sempre la via della pace e rigettare con fermezza ogni tentativo di autoritarismo che limiti le nostre libertà e i nostri diritti, vuol dire combattere discriminazioni e razzismo, vuol dire continuare a sognare un mondo giusto che non lasci nessuno indietro >.  Sul ruolo di ANPI nella società contemporanea ci spiega: < Oggi ANPI è custode e testimone della Memoria storica della Resistenza. Iscriversi ad ANPI oggi vuol dire uscire dall’indifferenza e dichiarare il proprio antifascismo e l’amore per i valori contenuti nella nostra Costituzione. Vuol dire sapere sorridere alla vita e sognare un mondo migliore per cui lottare, vuol dire amare la Libertà e mettersi a fianco di chi lotta per averla. Vuol dire vivere responsabilmente >.  Prima di salutarci le chiediamo dell’iniziativa di ANPI nazionale di quest’anno che vedrà ognuno di noi, chi vorrà, impegnato a cantare Bella Ciao in ogni casa e se pensa che questa emergenza che stiamo vivendo creerà una nuova consapevolezza della memoria e di valori fondamentali come uguaglianza unità e speranza: < Questo momento così drammaticamente particolare ci ha mostrato le nostre fragilità e ci ha dimostrato come da soli non abbiamo possibilità di uscire vincitori da nessuna battaglia. Ci ha fatto apprezzare il respiro lungo della Libertà, ci ha fatto apprezzare il silenzio, il profumo della primavera, il tempo da spendere con gli affetti più cari. Dovremmo ecco non dimenticare tutto questo, dovremmo farne memoria, solo così potremmo mettere in atto quei cambiamenti inevitabili che aiutino la nuova ricostruzione a restituirci una vita migliore >. Auguriamo buon lavoro ad ANPI Prato e a tutti i partigiani che portano ogni giorno la loro voce laddove si ha la capacità di ascoltarla e farne tesoro per il futuro.

Per chi vuole approfondire l’ANPI Prato segnala anche un documentario interessante sulla Liberazione di Firenze, “Firenze 1944”, a cura di Massimo Becattini e Renzo Martinelli per l’Istituto Storico della Resistenza Toscana. Nell’agosto del 1944 due giornalisti della RAI, Gomez e De Sanctis, registrarono a rischio della vita suoni e testimonianze di quei tragici avvenimenti con un’apparecchiatura di fortuna. Dieci anni dopo, dalle registrazioni su dischi in cera fu tratto da Gomez un “documentario” di circa 30 minuti, mandato in onda su Radio RAI nel 1954 accompagnato dal commento originale di Gomez e il film associa per la prima volta immagini e filmati d’epoca, realizzati da civili italiani o da operatori inglesi, americani, neozelandesi e tedeschi, provenienti da archivi di tutto il mondo ed in parte inediti. Restituisce la forza di una testimonianza di assoluta autenticità, ed è stato realizzato con il patrocinio e contributo di Comune di Firenze, Provincia di Firenze e Unicoop Firenze. Qui di seguito trovate il link: https://www.youtube.com/watch?v=52At9ytLkUw&t=141s

 

Prima di chiudere un ultimo approfondimento sui partigiani e le loro testimonianze di vita. Sul “Venerdì” di Repubblica uscito ieri, 17 aprile, c’è un interessante approfondimento di Lerner e Gnocchi dove viene approfondita la vita di alcuni partigiani. L’obiettivo che ha guidato il lavoro dei due giornalisti è stato che chi ha “rischiato anche solo una volta la vita per la libertà, è giusto che la loro testimonianza rimanga”, e così hanno fatto, un viaggio che raccoglie interviste e quelle fatte negli anni a chi non c’è più, a costruzione di un Memoriale che sperano diventi un giorno anche un luogo fisico. Hanno realizzato 420 interviste ai partigiani ancora in vita, dalle staffette in bicicletta e combattenti valorosi che come dicono loro “hanno spedito i fascisti agli antenati”. Tra gli intervistati ci sono persone che hanno studiato con Benedetto Croce, chi ha conosciuto Cesare Pavese o si è salvato insieme a Luciano Lama. Interviste commoventi, storie che attraversano l’anima e che narrano un tempo doloroso, fatto di sacrifici, lacrime e perdite importanti. Ma sempre con lo stesso fondamentale obiettivo, la Libertà. Oggi scontata, allora no. Viene sottolineato anche un aspetto secondario, la Resistenza tradita che emerge spesso dalle parole dei partigiani intervistati, il sogno e l’entusiasmo nei confronti di un Unione Sovietica che al tempo della seconda guerra mondiale rappresentava la speranza “per chi aveva veramente meno di niente”, oggi anche i vecchi partigiani fanno i dovuti distinguo ma a quel tempo era così, speranza in una vita migliore anche se poi spesso così non è stato. Una fotografia della Resistenza così come è impressa nella memoria dei protagonisti in vita, il ricordo che hanno delle ingiustizie sociali, dell’antisemitismo, delle parate in divisa, della persecuzione degli oppositori, del mito dell’uomo forte e che motivarono la loro scelta. Il libro che ne è venuto fuori si intitola “Noi partigiani. Memoriale della Resistenza italiana” a cura di Gad Lerner e Laura Gnocchi, in uscita il 23 aprile, edito da Feltrinelli. E da lunedì 27 aprile su RAI3 per due settimane alle ore 20.20 torna Gad Lerner con una selezione di interviste, un programma in collaborazione con ANPI.

 

 

Per info: www.anpi.it / facebook Anpi Prato / www.istoresistenzatoscana.it

ph dal web

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Valentina

Mamma, moglie, giornalista per passione. Laureata in Storia e Tutela dei Beni Artistici a Firenze, appassionata di politica, sono impiegata dai tempi dell’università nella grande distribuzione. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana ho collaborato con testate locali e con l’Informatore di Unicoop Firenze.

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