Lavoro e Covid-19, cinquant’anni dopo lo Statuto dei Lavoratori

Sono passati cinquant’anni dall’approvazione dello Statuto dei Lavoratori, 20 maggio 1970 – 20 maggio 2020. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 maggio racchiude quelle che sono le linee guida per i lavoratori, dalla “libertà e dignità del lavoratore” a “la libertà sindacale” passando per le “norme sul collocamento”. I titoli di un documento arrivato in Parlamento dopo dure lotte e rivendicazioni da parte dei lavoratori, fino ad allora senza nessuna tutela o quasi. La storia del lavoro nel nostro paese è una storia dolorosa, ma nel 1970 con lo Statuto ha restituito la dovuta dignità ai lavoratori e all’attività sindacale. Molte sono le discussioni che attraversano il mondo del lavoro ancora oggi, un lavoro diventato negli anni sempre più temporaneo e sottopagato. Certo il mondo del lavoro è cambiato, la vita quotidiana di ognuno di noi è cambiata negli anni, sono cambiate le abitudini e le modalità di lavoro ma i punti fermi rimangono racchiusi in quei titoli fondamentali. La cronaca quotidiana ci racconta un lavoro diventato, come si diceva prima, oltre che sottopagato e temporaneo, anche pericoloso. Secondo i dati ufficiali sono tre gli incidenti plurimi avvenuti nel primo trimestre di quest’anno, il primo a gennaio, con due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto, il secondo a febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi, e l’ultimo a marzo, con due vittime in un incidente stradale in provincia di Torino. Lo scorso anno, invece, gli incidenti stradali plurimi avvenuti nel primo trimestre erano stati sette, con 14 casi mortali denunciati. Per quello che riguarda le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro la fine del mese di marzo 2020 i dati ci riportano 130.905 denunce, in diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2019 di 27.000 episodi, per l’anno 2020 è da ricordare comunque lo stop di tutte le attività produttive a causa dell’emergenza sanitaria in atto.

Ci sono storie poi che riguardano il lavoro e che colpiscono nella loro semplicità e durezza insieme, storie che trasmettono un grande senso di sfiducia verso il nostro paese per quanto riguarda il tema lavoro. Qualche tempo fa l’Espresso ne ha pubblicate diverse, dopo aver chiesto a dei giovani di raccontare la propria esperienza sono arrivate in redazione molte lettere e una in particolare mi ha colpito. E’ la storia di un ragazzo italiano che ha studiato in nord Europa e lì è riuscito a realizzare il suo sogno. Ciò che colpisce è però quello che pensa dell’Italia e del lavoro, ama il suo paese e allo stesso tempo afferma che non vede un motivo per tornare qua, trova che ci sia un grave problema di mentalità, pigrizia e ostilità al cambiamento. E purtroppo non è il solo ad apprezzare il nostro paese e nello stesso momento ad avere una grande diffidenza verso un mondo del lavoro italiano che non ha creato speranze ma negli anni le ha lentamente ed inesorabilmente distrutte, un paese che non crede nelle potenzialità delle giovani generazioni, che magari hanno studiato e si ritrovano a fare lavori che non hanno niente a che fare con il proprio percorso di studi e per pochi euro al mese.

Oltre a tutte queste difficoltà già esistenti il 2020 ha visto complicare ed aggravare il mondo del lavoro dall’emergenza sanitaria Covid-19. Una grave crisi economica e del mercato del lavoro ha cominciato a minare le sicurezze lavorative di migliaia di persone nel mondo, non solo in Italia, uno dei paesi più duramente colpiti dal coronavirus. Come si legge dal sito dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro “la crisi economica e del lavoro causata dal Covid potrebbe incrementare la disoccupazione nel mondo di quasi 25 milioni. Sulla base di possibili scenari delineati dall’OIL, le stime indicano un aumento della disoccupazione globale che va da 5,3 a 24,7 milioni. Questa si sommerebbe ai 188 milioni di disoccupati nel mondo nel 2019. L’OIL stima che tra 8,8 e 35 milioni di persone in più si troveranno in condizioni di povertà lavorativa in tutto il mondo. Gli effetti della crisi sulle ore lavorate e sul reddito sono imponenti. Si stima che nel secondo trimestre del 2020 il numero di ore lavorate nel mondo si ridurrà del 6,7 per cento — equivalenti a 195 milioni di lavori a tempo pieno. Questa crisi potrebbe avere un impatto maggiore su alcuni gruppi di lavoratori e lavoratrici, aumentando le disuguaglianze. Tra questi, le persone che svolgono lavori meno protetti e meno retribuiti includono i giovani e i lavoratori anziani, le lavoratrici e i lavoratori migranti”. Un quadro desolante che può essere arginato da misure efficaci e coordinate, e qui ritorna quello che era il primo argomento affrontato, e cioè principi e diritti sul lavoro che possono guidare la “definizione di politiche e interventi sia in materia di lavoro che di politica economica che adottate dai governi, dai rappresentanti dei datori di lavoro e sindacati dei 187 paesi membri dell’ Organizzazione Internazionale del Lavoro possano promuovere il lavoro dignitoso e una ripresa economica equa e sostenibile”. L’OIL definisce in quattro i pilastri fondamentali per limitare e contenere gli effetti del Covid-19 sul mondo del lavoro: proteggere i lavoratori e le lavoratrici nei luoghi di lavoro, sostenere l’economia e la domanda di lavoro, supportare il lavoro e i redditi e infine trovare soluzioni condivise attraverso il dialogo sociale.

 

 

 

 

Si stima che fino a 25 milioni di persone potrebbero perdere il lavoro, la perdita in termini di reddito dei lavoratori si stima in 3,400 miliardi di dollari. Ciò che sembra più evidente dai dati e da quello che sta succedendo è che spesso i primi a perdere il lavoro sono quelle persone che avevano già un impiego precario come ad esempio commessi/e, camerieri/e, personale di cucina, lavoratori stagionali legati al turismo.
Molte le riflessioni in atto nel mondo del lavoro e i cinquant’anni dello Statuto sono un’occasione importante per capire dove e come sta andando il mondo del lavoro. Ogni sigla sindacale ha attivato seminari, iniziative e pubblicazioni per conoscere meglio la storia del lavoro in questo mezzo secolo passato dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dello Statuto dei Lavoratori.
per info e approfondimenti:

 

www.oil.org / www.cgil.it / www.uil.it / www.cisl.it / www.collettiva.it / www.statutodeilavoratori50.it

 

 

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Valentina

Mamma, moglie, giornalista per passione. Laureata in Storia e Tutela dei Beni Artistici a Firenze, appassionata di politica, sono impiegata dai tempi dell’università nella grande distribuzione. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana ho collaborato con testate locali e con l’Informatore di Unicoop Firenze.

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