Percorsi di Memoria

Si aprono i giorni dedicati alla Memoria e tante le iniziative organizzate nel Comune di Prato e in tutta la provincia pratese.

La ricorrenza del 27 gennaio, Giorno della Memoria, è stata istituita in Italia con la legge 211 del 20 luglio 2000, “al fine di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati” (art.1). Oltre a l’ Italia, diversi Stati europei hanno istituito questa ricorrenza il 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, nel 1945, da parte dell’Armata Rossa.

La legge 211 stabilisce inoltre (art.2) che in occasione del Giorno della Memoria “sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere”.

 

Prato e tutti i comuni della Provincia sono da anni attivi “portatori” di Memoria, insieme alla Regione Toscana, e per chi passa da Prato obbligatoria è la visita al Museo della Deportazione e della Resistenza.

Il Museo sorge a Prato nella frazione di Figline. Il luogo è caro alla memoria dei cittadini perché qui il 6 settembre del 1944, il giorno stesso della liberazione della città dal nazi-fascismo, 29 giovani partigiani della Brigata Buricchi, che erano scesi a valle dalla vicina località montana dei Faggi di Iavello, furono presi dai tedeschi in ritirata e impiccati. Solo nel 2003 le indagini hanno portato a l’identificazione dell’esecutore della strage, il maggiore della Wehrmacht Karl Laqua.

Per ricordare questo tragico avvenimento, ogni anno il giorno dell’anniversario della Liberazione, viene organizzata una fiaccolata che dalla vicina via 7 Marzo porta alla collina di Figline e al luogo dell’eccidio. Ad essa vi partecipano sempre numerosi i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni.

La Fondazione “Museo e Centro di Documentazione della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana” è stata costituita il 26 gennaio 2007 per iniziativa del Comune di Prato e di tutti i Comuni dell’area pratese, Cantagallo, Carmignano, Montemurlo, Poggio a Caiano, Vaiano, Vernio, delle sezioni pratesi dell’ANED e dell’ANPI e della Comunità Ebraica di Firenze.

Socio sostenitore è l’Associazione per il Gemellaggio Prato-Ebensee. Il 19 febbraio dell’anno successivo la Fondazione è stata riconosciuta dalla Regione Toscana quale “personalità giuridica di interesse regionale”. Nel 2010 è entrata a far parte della Fondazione anche la Provincia di Prato come socio fondatore assimilato.

Scopo della Fondazione è quello di promuovere la conoscenza dei “luoghi di memoria” dell’età contemporanea e la ricerca dei processi storici che videro la nascita e l’affermarsi in Europa del fascismo e del nazismo; delle persecuzioni razziali, politiche e religiose; della deportazione e della realtà dei campi di concentramento e di sterminio; delle lotte di resistenza e di liberazione.

La Fondazione si propone inoltre di approfondire la conoscenza della storia locale, sia per quanto riguarda l’opposizione al fascismo e la lotta di liberazione, che per le vicende della deportazione nella provincia di Prato.

Raccoglie, conserva e valorizza le testimonianze sulla deportazione e sul movimento popolare di resistenza al nazifascismo. In questo modo la Fondazione, anche attraverso un’intensa attività didattica rivolta ai giovani, intende coltivare una memoria storica e promuovere una cultura di pace e di solidarietà fra i popoli contro ogni tipo di intolleranza, razzismo, discriminazione e totalitarismo.

Oltre a Prato, Firenze e la Regione Toscana hanno inaugurato da poco, 8 maggio 2019, un nuovo luogo di Memoria. È stato inaugurato il Memoriale italiano di Auschwitz, l’opera d’arte moderna voluta nel 1979 dall’ Aned (Associazione nazionale ex deportati) che un anno più tardi fu collocata nel Blocco 21 dell’ex lager nazista. Nel 2019, quasi 40 anni dopo, ha trovato una nuova casa a Firenze, al Centro Ex3 di Gavinana, dopo che le autorità polacche avevano deciso per la sua rimozione e minacciato di distruggere l’opera.
<La Regione Toscana ha voluto che il Memoriale italiano di Auschwitz venisse nuovamente allestito a Firenze e lo ha reso possibile con oltre due milioni e mezzo di investimento – ha commentato il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi – nell’ultima Giunta abbiamo deciso di offrire a tutti i ragazzi di tutte le quinte classi delle scuole superiori della Toscana la possibilità di visitarlo, perché nessuno possa dimenticare o dire di non sapere cosa sia stato il fascismo e il nazismo>.

La Memoria e la testimonianza sono state protagoniste nell’intervento al Liceo Brunelleschi di Montemurlo con la presenza di Tatiana Bucci il giorno 23 gennaio, mentre nel pomeriggio ha avuto luogo il consiglio comunale congiunto tra i comuni di Prato e Montemurlo sempre alla presenza di Tatiana Bucci. Il luogo scelto per il consiglio congiunto non è stato casuale, l’ex fabbrica Campolmi rappresentò nel 1944 a Prato il luogo di raccolta dei prigionieri fatti dai nazifascisti e successivamente deportati nei campi di lavoro e sterminio.

Il 24 gennaio l’Università di Trieste ha conferito alle sorelle Bucci la Laurea Honoris Causa in Diplomazia e Cooperazione Internazionale in occasione dell’apertura dell’anno accademico dell’Università. E’ stato un momento di grande emozione, la lectio magistralis tenuta dalla signora, ormai dottoressa, Bucci ha conquistato ed emozionato la platea. Trieste è stato per le sorelle il luogo dove hanno ritrovato la propria famiglia, dove si sono lentamente ricostruite una vita “normale” e da dove poi sono partite alla volta di altri luoghi dove hanno costruito la loro famiglia, hanno avuto figli e nipoti. Come dicono loro: <I nostri figli, i nostri nipoti sono la dimostrazione che la furia nazifascista non ci ha annientate, siamo vive e siamo qui per raccontare ciò che è successo.>

Il programma della Memoria in Toscana è ricco ma ci preme qui segnalare altri due eventi importanti, uno il 27 gennaio al Mandela Forum di Firenze dove alla presenza di 8000 ragazzi provenienti da tutta la Regione Toscana i testimoni racconteranno la loro esperienza, e il 28 gennaio, quando a Montemurlo, alla presenza della moglie e della figlia verrà inaugurato una targa commemorativa in ricordo di Marcello Martini, scomparso ad agosto 2019. E verrà inaugurato nel luogo dove fu catturato insieme alla madre e alla sorella e successivamente deportato a Mauthausen. Saranno presenti i ragazzi del comprensivo Hack di Montemurlo, le autorità e il vice presidente della Fondazione Museo della Deportazione di Prato.

Lascio ognuno di noi a riflettere su ciò che è stato e non deve essere dimenticato con un’immagine a me molto cara. Grazie Tati per tutto quello che ogni volta mi insegni e trasmetti.

 

 

per informazioni:

www.museodelladeportazione.it

www.montemurlo.po.it

www.comune.prato.it

www.regione.toscana.it

 

 

 

The following two tabs change content below.

Valentina

Mamma, moglie, giornalista per passione. Laureata in Storia e Tutela dei Beni Artistici a Firenze, appassionata di politica, sono impiegata dai tempi dell’università nella grande distribuzione. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana ho collaborato con testate locali e con l’Informatore di Unicoop Firenze.

Ultimi post di Valentina (vedi tutti)