Storia di una Tarta-Ruga speciale

A Montemurlo, in provincia di Prato, c’è una cooperativa sociale che si occupa di disabilità e funziona come centro diurno che nel 2019 ha raggiunto un obiettivo importante, 20 anni di attività. Abbiamo incontrato una delle responsabili, Barbara Forasassi, che ci ha raccontato la storia della cooperativa e di questi venti anni di cammino: <Siamo orgogliose di aver raggiunto i venti anni di attività. Abbiamo superato tanti ostacoli e avuto tante gratificazioni. Siamo soddisfatte del lavoro svolto e degli obiettivi raggiunti. Abbiamo avuto momenti veramente difficili, la con le nostre forze che sono l’unione e la caparbietà li abbiamo superati e abbiamo raggiunto questo traguardo, e ci auguriamo di raggiungerne molti altri>. Non sono mancate le difficoltà lungo la strada: <La difficoltà più grande è stata, ed è tuttora, quella economica. Inizialmente per una retta non adeguata al lavoro che svolgevamo. Dopo aver lottato con il supporto dell’Amministrazione Comunale e aver ottenuto l’adeguamento della retta, oggi i problemi restano ma siamo fiduciosi che verranno risolti>. Una cooperativa sociale come la Tarta-Ruga che ha superato ostacoli e raggiunto obiettivi importanti non può non averne altri da raggiungere con la caparbietà che contraddistingue il loro lavoro: <I nostri prossimi obiettivi sono quelli di poter lavorare serenamente e con l’entusiasmo che mettiamo in ciò che facciamo. Un nostro desiderio sarebbe quello di far crescere la nostra Cooperativa sia sul territorio che fuori, cercando di offrire un servizio maggiore alla popolazione, creando, ad esempio, laboratori e momenti di aggregazione rivolte all’autonomia come uscite, cinema o teatro. Un altro nostro obiettivo è quello di poter tornare a lavorare nelle scuole, come facilitatori per i soggetti diversamente abili, ci teniamo molto e speriamo di poterlo fare presto>. Prima di salutarci chiediamo cosa vuol dire oggi gestire una cooperativa sociale che si occupa di disabilità: <Gestire una cooperativa è molto impegnativo, sia dal punto di vista educativo che da quello organizzativo. Molto spesso ci troviamo a dover svolgere, come si suol dire, “dalla spilla al cannone”, cioè, oltre al compito educativo, che per noi è quello principale, anche le mansioni amministrative e burocratiche>.

Ci auguriamo che queste realtà inclusive sui territori possano crescere sempre di più, prendersi cura di ragazzi in difficoltà non è un mestiere come un altro, ci vuole passione e tanto amore che queste operatrici dimostrano ogni giorno con le loro azioni quotidiane.

Valentina Vespi

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Valentina

Mamma, moglie, giornalista per passione. Laureata in Storia e Tutela dei Beni Artistici a Firenze, appassionata di politica, sono impiegata dai tempi dell’università nella grande distribuzione. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana ho collaborato con testate locali e con l’Informatore di Unicoop Firenze.

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