Tra le meraviglie del Trentino

Potrà sembrare un concetto strano ma “grazie” al Coronavirus la disperata ricerca del distanziamento sociale e il voler uscire di casa con i bambini dopo mesi di didattica a distanza e aver impastato l’impossibile abbiamo sentito il bisogno di cercare un luogo aperto, per stare all’aria aperta e godere delle bellezze che la nostra Italia riesce a offrire grazie alla sua storia e al suo paesaggio. Quindi, dove andare? Ho pensato che era venuto il momento di scoprire le Dolomiti, o almeno una parte.

Ed è così che ho scoperto insieme ai miei bambini Sorafurcia, a dire la verità per caso, leggendo ottime recensioni sulla Val Pusteria e la zona di Plan de Corones. Albergo direttamente collocato sui pendii del Plan de Corones, 1500 metri di altezza, e sotto la valle che si apre con la cittadina di Valdaora. Le offerte ricettive sono molteplici e per tutte le tasche in Trentino, paradiso degli sciatori ma emozionante anche nel periodo estivo con le mille attività che si possono fare ogni giorno e in ogni luogo che si visita. Sono rimasta piacevolmente colpita dall’ottima accoglienza, soprattutto per i bambini, servizi ovunque, alla portata degli adulti ma anche dei bambini che trovano dappertutto attività da svolgere, a misura di bambino.

Passeggiare nel Parco naturale Fanes Senes Braies ci ha permesso di ritrovare la serenità e godere della bellezza di uno dei parchi più grandi dell’Alto Adige. Ho scoperto che ha una superficie di oltre 25000 ettari e il fenomeno che lo caratterizza è il carsismo, si ammirano fenditure particolari, pozzi e paesaggi tipicamente carsici che rapiscono la vista. Sarò banale ma la bellezza suprema che ho avuto la fortuna di apprezzare è rappresentata dal lago di Braies. Un lago che con i suoi colori emoziona, girarlo tutto con i suoi 4 km di passeggiata immersa nel verde permette di ammirare uno dei luoghi a mio parere più belli che abbiamo in Italia. Il lago più suggestivo delle Dolomiti, dove è meglio arrivare presto la mattina per evitare troppa folla, parcheggio comodo, e poi via alla scoperta di un verde che abbaglia e affascina, dall’acqua alla vegetazione al profumo di bosco che rapisce. Magico un punto della passeggiata dove chi passa può arricchire la già ricca composizione di sculture rocciose, bambini felici che si trasformano in raffinati artisti con naturalmente foto annessa per immortalare il momento.

Non può mancare la visita alle tre cime di Lavaredo, per chi non vuole intraprendere passeggiate troppo faticose c’è un’ ottima sosta fra cavalli e mucche ai piedi delle cime che si ergono sopra di noi con tutta la loro bellezza e sempre parlando di valli magiche abbiamo visitato la Valle di Anterselva, diciamo anche questa un pò per caso, arrivando fino al passo Stalle. Paradiso degli scifondisti (non so se si dice così ma mi piace) anche in estate si vedono atleti che si allenano con le rotelle al posto degli sci. Uno spettacolo da non perdere insieme all’immancabile lago di Anterselva e le sue storie leggendarie che affascinano i bambini.

E nei giorni scoprire città curate nei minimi particolari, fiumi che scorrono veloci e sentire solo il rumore del fluire dell’acqua o il profumo del sottobosco appena si prende una seggiovia che ti porta in cima al mondo. Brunico, Bressanone, San Candido, Dobbiaco o la piccola Monguelfo Tesido, città del sole, dalla quale partire e arrivare ad un malga immersa nel verde con solo le mucche a fare compagnia. Riscaldarsi dopo la passeggiata ad una stufa dentro alle malghe disseminate dappertutto che hanno un’offerta enogastronomica che scoraggia qualsiasi dieta ma che soddisfa mente e stomaco. Abbiamo notato che ogni città ha spesso un lago da ammirare, anche piccolo, ma sempre bello come il lago di Issengo, dove i genitori possono riposarsi mentre i bambini si arrampicano sugli alberi, adeguatamente protetti da monture degne dei più grandi scalatori, dentro un parco avventura enorme popolato di alberi secolari, scoiattoli che corrono fra i piedi di bambini meravigliati da tale spettacolo della natura, arrampicate per tutte le età assistiti da valide guide che spiegano loro come scalare un albero usare correttamente un moschettone e indossare un casco protettivo.

L’Alto Adige è naturalmente anche il paradiso dei ciclo turisti, le piste ciclabili sono alla portata di tutti e i noleggi bici si trovano ovunque. Città attraversate da piste che vanno da Venezia e Monaco, passando per l’Austria, un vero paradiso per chi si vuole cimentare in questo tipo di avventure. Mi è capitato fra le mani un bel libretto di qualche anno fa dal titolo “Attraverso l’impero. In bici dal Trentino a Vienna”, che offre interessanti spunti per chi ha voglia di fare circa 800 km su piste ciclabili e arrivare fino a Vienna, consigli su alloggi, biciclette, bagagli da portare, spese preventivate in partenza. Un bel viaggio su due ruote fino al cuore dell’ Impero Austro-ungarico tra Alpi, fiumi e laghi dell’Alto Adige ma non solo. Una nota di merito di questo libro, oltre alla natura il ciclista di ferma al campo di Mauthausen: “ Varchiamo le mura esterne in pietra grigia ed entriamo nel mondo dell’odio. Un odio smisurato che rende ancora oggi l’aria pesante, energie di morte che aleggiano nei grandi piazzali e nei locali del lager dove ordine e pulizia lo rendono ancora più inquietante..”.

Prima di venire via dal Trentino oltre alle immancabili mele, ci fermiamo e ci portiamo via diverse specialità del luogo, dalla marmellata che appena aperta ha sprigionato un profumo per tutta la casa che ci ha riportato per un attimo nel bosco, uno strudel bello lungo e ben confezionato dal forno della città di Valdaora e le spese fatte qualche giorno prima al Maso dello speck di San Candido con speck e grappe profumate.

Che dire? Buon viaggio alla scoperta delle Dolomiti e del Trentino per tutti quelli che cercano se stessi e l’essenza stessa della Natura.

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Valentina

Mamma, moglie, giornalista per passione. Laureata in Storia e Tutela dei Beni Artistici a Firenze, appassionata di politica, sono impiegata dai tempi dell’università nella grande distribuzione. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana ho collaborato con testate locali e con l’Informatore di Unicoop Firenze.

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