Trieste, la città delle “botteghe da caffè” (e tanto altro)

 

Chi non è mai andato a Trieste ha quest’anno un’occasione in più per farlo. Da pochi giorni infatti è stata scelta come Città Capitale Europea della Scienza per il 2020, con le sue caratteristiche ha soppiantato realtà come Leida e l’Aia in rappresentanza dell’Olanda, e il Comitato dell’Euroscience Forum guidato da Tindemans l’ha scelta per rappresentare il mondo della scienza europea.

L’annuncio è stato dato da Stefano Fantoni, presidente della Fondazione Internazionale Trieste, sottolineando l’importanza della città di Trieste come luogo centrale non solo per la scienza ma anche per la sua importanza commerciale e sociale, a stretto contatto da millenni con la vecchia cara Europa.

Che Trieste sia una città “europea” lo dimostra infatti la sua storia e i suoi luoghi caratteristici. I “caffè” della città sono ritrovi preferiti dai suoi cittadini dal Settecento quando si aprono le prime “botteghe da caffè”, dove ci si incontra e si parla di tutto quello che succede in Italia e nel mondo. Come si ricava da documenti storici l’origine di questa abitudine si collega agli Asburgo e al loro modo di vivere, Trieste ne ha fatto parte di quel mondo e le botteghe ne sono un retaggio importante ancora attuale. Chi non si ferma al Caffè degli Specchi in Piazza dell’Unità d’Italia a prendere un caffè e a godersi la vista di una delle piazze più belle d’Italia? Anche d’inverno i tavolini di questo caffè antico sono pieni di persone che parlano, studiano o semplicemente ammirano la piazza che all’imbrunire si accende di luci che la rendono ancora più magica. Il freddo non scoraggia i triestini e i turisti che, oltre a questo caffè, passeggiando per il centro della città, possono trovare tanti altri locali che con i loro ritmi tranquilli incoraggiano a sedersi, come il Tommaseo, il Caffè Stella Polare, il Torinese e l’Antico Caffè San Marco. Secoli di storia rievocati da questi locali affascinanti e non solo caffè si può trovare, si degustano anche dolci tipici triestini che nascono da antiche ricette tramandate da secoli.

Altra fondamentale attrazione da non perdere a Trieste è il Castello di Miramare, residenza dell’arciduca Ferdinando Massimiliano d’Asburgo e di sua moglie Carlotta del Belgio. La posizione del castello affascina da subito il visitatore che si avvia alla visita del castello e si trova su un promontorio roccioso affacciato sul Golfo di Trieste. Residenza del XIX secolo rappresenta un esempio perfetto dell’architettura e dell’arte del periodo, costruita tra il 1856 e il 1860, fu seguita personalmente dall’arciduca che seguì anche la progettazione della dimora e del parco, si può ammirare un giardino all’inglese e all’italiana con piante rare, sculture con scalini che portano direttamente al mare. Chi visita il castello si trova davanti oltre 20 sale, alcune di pregio come le “Sale di Massimiliano” e la “Sala del Trono”, tutto l’ambiente è visitabile secondo un percorso prestabilito dal pianoterra al primo piano del castello, oltre al parco immenso che circonda il castello.

Tante le meraviglie che fanno di Trieste una città speciale, e trovandosi qualche giorno nella città friulana non può mancare anche la visita alla Risiera di San Sabba, luogo di Memoria contemporanea. Il museo della Risiera di San Sabba si trova in un edificio costruito nel 1898 per la cura del riso che dal 1943 fu utilizzato dai nazisti come campo di detenzione di polizia, da lì i deportati partivano alla volta dei campi di concentramento. Oltre alla smistamento dei deportati razziali e politici in Germania e Polonia fu usato come deposito dei beni razziati, per la detenzione ed eliminazione di ostaggi, partigiani e detenuti politici italiani, sloveni e croati. Nel 1944 entrò in funzione nel campo un forno crematorio, ad oggi si può vedere il perimetro del forno che fu distrutto alla fine della guerra. È stato dichiarato monumento nazionale nel 1965, ristrutturato e trasformato in museo civico nel 1975. Le 17 celle e quella della morte sono rimaste intatte, si può vedere una mostra storica permanente e la biblioteca; quando si entra all’interno della Risiera si possono udire le voci dei deportati che raccontano la loro storia attraverso interviste fatte a loro negli anni. Qui furono deportate da Fiume le sorelle Andra e Tatiana Bucci con la famiglia prima della partenza nel marzo del 1944 alla volta di Auschwitz – Birkenau e nella Sala delle Croci c’è una selezione di beni razziati agli ebrei triestini mentre la Sala del Museo presenta oggetti e documenti donati da Aned. Per chi ha voglia di conoscere la loro storia è uscito nel gennaio 2019 il loro libro autobiografico “Noi bambine ad Auschwitz” edito da Mondadori.

Trieste, e in questi giorni ne ricorre purtroppo l’anniversario, è anche la città natale di Giulio Regeni, lì nacque il 15 gennaio 1988, e cresciuto poi  con la famiglia in provincia di Udine. Lo studente italiano ventottenne fu rapito a Il Cairo il 25 gennaio del 2016, torturato e ucciso, il suo corpo fu ritrovato nove giorni dopo per strada.

Da allora la verità sulla sua morte tarda ad arrivare, tra colpevoli inesistenti e depistaggi innumerevoli. Ha colpito in questi anni l’assenza di collaborazione dell’Egitto e i continui depistaggi che però allo stesso tempo non hanno fatto mollare un attimo la presa da parte dei genitori di Giulio. “Verità per Giulio Regeni” è la campagna che da quattro anni viene portata avanti dai genitori del ragazzo, da Amnesty International e dai comitati che sono nati spontaneamente in tutta Italia a sostegno della verità.

La città di Prato da sempre si è schierata a sostegno della campagna “Verità per Giulio Regeni”, lo striscione campeggia da anni nei vari edifici comunali e quest’anno la città di Prato, con tutte le città della provincia pratese, e innumerevoli associazioni fra le quali Arci, hanno deciso di dare un segnale unito per sensibilizzare tutti i cittadini sul caso Regeni. Sabato 25 gennaio alle ore 12, anniversario della scomparsa dello studente, tutti i comuni posizioneranno e inaugureranno una panchina gialla con una targa in ricordo di Giulio in luoghi significativi delle città. Giallo perché è il colore della campagna cominciata quattro fa ed è giallo il braccialetto che migliaia di persone portano al braccio per non dimenticare Giulio e tutte le persone scomparse delle quali non sappiamo niente. #veritàpergiulioregeni

Per tutte le info:

www.risierasansabba.it

www.castello-miramare.it

www.turismofvg.it/Trieste

www.amnesty.it/campagne/verita-giulio-regeni/

https://www.esof.eu/en/

foto in evidenza Castello di Miramare, ritratto della principessa Sissi

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Valentina

Mamma, moglie, giornalista per passione. Laureata in Storia e Tutela dei Beni Artistici a Firenze, appassionata di politica, sono impiegata dai tempi dell’università nella grande distribuzione. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana ho collaborato con testate locali e con l’Informatore di Unicoop Firenze.

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