Una storia contro il fascismo

Presentato nei giorni scorsi in provincia di Prato, a Carmignano, all’interno del programma “Commemorazione dei Partigiani caduti l’11 giugno 1944 a Poggio alla Malva”, il libro di Alberto Toscano si intitola “Gino Bartali. Una bici contro il fascismo”. Nel libro si analizza la figura del leggendario ciclista Gino Bartali, vincitore di tre giri d’Italia e due Tour de France, nei suoi molteplici aspetti, sportivo, credente, marito e antifascista. Viene descritto come un uomo “giusto” che ha preferito nella sua vita farsi nemici fra i fascisti rifiutandosi di concludere una gara con il saluto romano. Il suo essere religioso ha giocato un ruolo importante nell’avversione verso le leggi razziali, nel rifiuto dei simboli della dittatura, oltre che nella rete importantissima clandestina nata nel 1943 per nascondere e salvare moltissimi ebrei. Il suo nome è sul Muro dei Giusti al Memoriale dello Yad Vashem a Gerusalemme, anche se lui non amava parlare dei suoi meriti al di fuori dello sport e dei suoi “chilometri per la vita” fatti tra la Toscana e l’Umbria per salvare gli ebrei perseguitati ai quali procurava documenti falsi nascondendoli nell’intelaiatura metallica e nella sella della sua bicicletta. Era suo dovere farlo, e tutti avrebbero dovuto farlo come reazione alla scempio che la dittatura stava compiendo nel nostro Paese. Viene considerato da tutti un esempio da seguire, un esempio di umanità. Questo libro ci racconta la storia di un uomo semplice dal quale imparare per poter affrontare i momenti difficili che ci possono essere lungo il nostro cammino. Davanti alla negazione dei diritti, e della libertà, come è stato il nazifascismo, ribellarsi è giusto.

Dalla prefazione del libro del giornalista e scrittore Gianni Mura.

Valentina Vespi

 

 

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Valentina

Mamma, moglie, giornalista per passione. Laureata in Storia e Tutela dei Beni Artistici a Firenze, appassionata di politica, sono impiegata dai tempi dell’università nella grande distribuzione. Iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana ho collaborato con testate locali e con l’Informatore di Unicoop Firenze.

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